Produzioni
Le produzioni
2002 “Concilio d’amore”
2003 “Non può accadere a noi”
“Alì baba
e i 40 ladroni” (burattini)
2004 “Dal Tuo Sangue”
2005 “I brutti anatroccoli cenerentoli
addormentati nel bosco” (burattini)
2006 “Il Governo della Sabbia"
2007 “La Palestra della Vita”
“Adolescenti per Sempre”
2008 “Psycopathia Sinpathica”
“Bolle
di Sogni” (clownerie)
2009 “Il Rovescio e Il Diritto”
Festival
LIBERI di VIVERE
2011 “Non più - Frammenti di libertà, all'improvviso”
"Lavorare...stanca" (di Matilde Facheris - coproduzione)
"Sogni in bolla" (clownerie)
NON PIU’
Frammenti di libertà, all’improvviso
Performance interattiva su improvvisazione non troppo strutturata, offerta all’intelligenza di un pubblico presente, sveglio, attivo a completare il senso.
Dall’esperienza del laboratorio teatrale annuale 2010 di Teatro In-Stabile aperto alla popolazione detenuta ed esterna, nasce questo lavoro, che oggi ha preso una struttura più definita grazie alla collaborazione con il drammaturgo Renato Gabrielli.
Lo spettacolo, che mantiene ben viva una parte legata all’improvvisazione,
propone una riflessione semiseria su ogni tipo di libertà, fatta da chi della
libertà personale non può fruire. In un articolato percorso tra frammenti
narrativi e poetici, creati dal gruppo o “rubati” a grandi scrittori, ciascun attore di Non più ricostruisce ciò che si è perso, gettato via, sprecato e
invita chi ancora libero è a gestire in piena responsabilità un dono così
prezioso. Innestando la partitura testuale in suggestivi quadri di teatro
danza, gli attori detenuti e non della compagnia di Teatro In – stabile danno
vita a un nuovo intenso lavoro. 
CREDITS
In scena: Luciano Acacio, Michelina Capato Sartore, Enzo D’Alfonso,
Matilde Facheris, Cristian Flore, Jacopo Franzoni, Flavio Grugnetti, Raffaele
Ligorio, Massimo Lombardi, Cesare Mannatrizio, Paola Manfredini, Vittorio
Mantovani, Rosario Mascari, Bruno Nocito, Pierfranco Sortino, Giovanni Battista
Storti, Geronimo Roberto Suarez, Vito Iorio Vincenzo.
Drammaturgia: Michelina Capato
Sartore e Renato Gabrielli
Luci: Juan Carlos Tineo Reyes - Paolo Vaccani
Elementi scenografici: Juan Valdeiglesias
Coreografie: Elena Varesi
Costumi: Lapi Lou
Coordinamento registico: Michelina
Capato Sartore
Assistente alla regia: Adriana Dell'Arte
LAVORARE...STANCA
(coproduzione e.s.t.i.a./Matilde Facheris)
Un monologo con canzoni e musica dal vivo che partendo dalla condizione di
precarietà totale, lavorativa e sentimentale, dell'attrice che lo interpreta,
arriva a raccontare il caso dei suicidi di France Telecom, in particolare la
vicenda di Michel Deparis, 51 anni,
appassionato della corsa, quindi avvezzo alla resistenza e al dolore dei crampi
suicidatosi il 13 luglio del 2009, per interrogarsi sul senso e l'importanza del
lavoro nella vita di ogni essere umano e di come questo senso sia ormai perso e
stravolto nella nostra società moderna. Un riflessione sul senso del tempo, un
tentativo di immaginarsi altre forme di organizzazione sociale che permettano
una vita migliore, più umana, più felice.
Credits
di e con Matilde Facheris
musicisti in scena Massimo Betti (chitarra) e Stefano Fascioli (contrabbasso)
ideazione, regia e drammaturgia di Matilde Facheris
musiche originali e arrangiamenti di Massimo Betti e Stefano Fascioli
luci di Juan Carlos Tineo Reyes e Paolo Vaccani
scenografia di Andrea Cavarra
VIDEO
In repertorio
PSYCOPATHIA SINPATHICA
Da Psycopathia Criminalis di Oskar Panizza
Drammaturgia e regia di Michelina Capato Sartore
Note dello spettacolo
"Sempre, dallo studio della storia, è emerso che pochi uomini, dotati in maniera abnorme - i loro seguaci li chiamano 'illuminati' - hanno fornito la materia infiammabile che ha scatenato i grandi movimenti popolari".
Studiando queste personalità, Oskar Panizza ritiene di avere individuato con certezza scientifica la psicopatia criminale, una forma morbosa e virulenta che si annida nelle pieghe segrete di pensatori, ideologi, artisti e umani di forte temperamento. Un germe pernicioso, non estirpabile. Grazie a uno staff di giudici istruiti, di esperti scientificamente formati, di giurati avveduti, si potrebbero evitare alle nostre genti molti dolori e tanta paura. In un manicomio sufficientemente grande, comprensivo di trattamento mite, bagni in vasca temperati, quiete, isolamento il discernimento politico di tutti questi internati crescerebbe sensibilmente. La semplicità esibita da questa satira politica, le inquietanti contraddizioni di questo scrittore tedesco, si riflettono oggi, provocatoriamente, sul nostro presente.
La narrazione scenica si articola nella giustapposizione fra elementi drammaturgici in video e controcanti danzati, realizzando quella contaminazione linguistica fra teatrodanza, video e musica. Una moltiplicazione dei sensi dell'esperienza che dalla potenza dell'immagine conduce lo spettatore attraverso l'esperienza carnale e sofferente di corpi esposti sulla scena per rintracciare brandelli d'anima.
Credits
Da Psycopathia Criminalis di Oskar Panizza
Presenze fisiche Michelina Capato Sartore,
Enzo D’Alfonso, Massimo Derìu, Antonio De Salve, Matilde Facheris, Flavio
Grugnetti, Maria Lucia Lapolla, Andrea Veronelli,Vincenzo Vito Iorio.
Presenze Metafisiche Slobe
Dragutinovic, Franco Fettolini, Agan Hrustic, Antonio Hrustic, Vladi Kurkotic,
Mario Jouut; Ciro Magrelli, Julian
Milenkovic, Ivan Milenkovic, Massimo Moscariello, Gianbattista Pigola, Mustafa
Rimi.
Drammaturgia e regia di Michelina
Capato Sartore
Coreografie di Maria Carpaneto
Costumi di Lapi Lou
Ideazione scenica di Michelina Capato Sartore
Luci Juan Carlos Tineo Reyes
Macchinisti Gianni Conese e Pietro Ferrante 
VIDEO
IL ROVESCIO E IL DIRITTO
Liberamente ispirato agli scritti giovanili di Albert Camus
Drammaturgia e Regia Michelina Capato Sartore
Rivisitazione testi Renata Ciaravino
Note dello spettacolo
Ne Il rovescio e il diritto Camus osserva con sguardo curioso attraverso le finestre socchiuse i molti destini che si incrociano intorno a una periferia incongrua, sulle rive di un mare abitato da gente di ogni dove, che cerca di capirsi in mezzo a dialetti e temperamenti diversi, scoprendosi infine gente povera, così povera da non saper quasi “parlare in lingua”…La scena risuona allora di lingue povere, come povere sono le storie di questi personaggi ora approdati su una riva sperduta di Algeria, ora apparizioni di una periferia francese degli anni ’50, donde evocano storie di riscatti impossibili, di amori confusi, di silenzi impenetrabili e di ironia dolce, con la quale restituire alla vita il suo sapore più semplice: che è la vita stessa, la tua, l’unica che puoi avere.
La “rozza scrittura”, come la definisce lo stesso Camus molti anni più tardi, de Il Rovescio e il Diritto e Le Nozze è poesia asciutta e intensa. L’impressione di un amore ancora celato e trattenuto dal pudore, la percezione adulta di qualcosa che sia crudamente e sottilmente disvelato, il semplice e profondo senso delle esperienze del vivere traspaiono dalle pagine di Camus e si materializzano sulle scene di Teatro In-stabile.
Credits
liberamente ispirato agli scritti giovanili di
Albert Camus
con Luciano Acacio, Michelina Capato Sartore, Vincenzo
D’Alfonso, Antonio De Salve, Matilde Facheris, Flavio
Grugnetti, Cesare Mannatrizio,Stefano Orlandi, Leonardo Pirez, Geronimo Suarez, Andrea Veronelli, Vito Iorio
Vincenzo.
Drammaturgia e Regia Michelina Capato
Sartore
Rivisitazione testi Renata Ciaravino
Coreografie Elena Varesi
Luci Juan Carlos Tineo Reyes
Scene di Maddalena Ferraresi
Costumi Lapi Lou
Direttore Tecnico Paolo Vaccani
équipe tecnica Gianni Conese, Cristian Conte,
Giovanni Crisiglione, Pietro Ferrante
VIDEO 1
VIDEO 2

